{"id":260,"date":"2011-01-18T17:49:59","date_gmt":"2011-01-18T17:49:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maddalenamonti.com\/wp\/?page_id=260"},"modified":"2022-11-19T13:49:41","modified_gmt":"2022-11-19T13:49:41","slug":"anne-e-patrick-poirer","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maddalenamonti.com\/wp\/la-sensibilita-classica-nelle-neoavanguardie\/dal-post-concettuale-verso-la-pittura-e-il-cinema\/anne-e-patrick-poirer\/","title":{"rendered":"Anne e Patrick Poirer"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\">Anne e Patrick Poirer<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\">Anne e Patrick Poirer sono una coppia di artisti francesi che debutta sulla scena artistica alla fine degli anni \u201960. Il loro interesse per l\u2019antichit\u00e0 si manifesta quasi immediatamente. Nel 1967 realizzarono delle valigie le quali contenevano ognuna degli oggetti di uno sconosciuto. Insieme esse costituivano una serie di indizi di un\u2019esistenza che stava allo spettatore ricostruire. Il loro lavoro quindi \u00e8 fin dall\u2019inizio basato su delle tracce. Un lavoro di poco successivo a questo \u00e8 del 1970 e s\u2019intitola cinque Hermes. Esso consiste in una istallazione con delle teche in cui reperti archelogici (ovverto le erme) e campioni botanici vengono messi in relazione tra loro. Il lavoro dei Poirier si manifesta da subito come un lavoro di carattere concettuale sulle modalit\u00e0 della catalogazione dei saperi, e ancora della raccolta delle tracce che per\u00f2 procede in senso colto, storico, rivolto all\u2019investigazione del passato. Il loro modo di procedere \u00e8 quindi molto diverso da quello dei concettuali veri e propri che svolgevano invece un\u2019investigazione analitica del presente dell\u2019arte. La loro attenzione non \u00e8 di carattere analitico e non riguarda l\u2019arte in quanto tale. Il loro \u00e8 un lavoro sulle tracce del passato sui segni da cui procedono le investigazioni sia storiche che scientifiche. Di poco successivo a questo lavoro \u00e8 un altro, intitolato Ostia Antica (1971-1972), in cui la coppia francese comincia a produrre quelle installazioni che diverranno tipiche del loro stile. In quest\u2019opera viene mostrata una ricostruzione in miniatura di tutta l\u2019area degli scavi di Ostia Antica, con grande precisione per i dettagli. Si passa cos\u00ec senza rottura di continuit\u00e0 dall\u2019interesse per le tracce della memoria a quella per la topografia urbana che diverr\u00e0 anche topografia mentale. L\u2019opera \u00e8 inoltre accompagnata da testi. Con una tecnica simile vengono prodotte altre opere come Isola Sacra fino alla pi\u00f9 complessa Domus Aurea in cui l\u2019opera \u00e8 divisa per cos\u00ec dire in vari reparti (Le R\u00e9duit des Antiques, Le Jardin Noir, La Biblioteque Noir). Il tema della ricostruzione della citt\u00e0 o delle rovine antiche permane anche nelle opere degli anni Ottanta. In questo periodo per\u00f2 vi si aggiunge un altro tema che diverr\u00e0 emblematico della loro arte, quello del grande frammento di occhio ellenistico in connessione con una grande freccia metallica. Si potrebbe a questo punto rimproverare ai Poirier di essersi lasciati andare a un\u2019estetica del sublime attraverso installazioni di carattere spettacolare. Bisogna per\u00f2 notare che il discorso dei due artisti non si \u00e8 di fatto spostato su terreni pi\u00f9 facili dal punto di vista della gradevolezza estetica o pi\u00f9 convezionali. I Poirier costituisco uno dei rari casi di arte alla moda negli anni Ottanta che non ha concesso niente al ritorno all\u2019ordine, ma che ha semplicemente e coerentemente continuato a percorrere una stessa strada attraverso un processo di accumulazione delle istanze poetiche. Il loro successo di quegli anni \u00e8 dovuto solo alla convergenza della loro ricerca con gli interessi eruditi e archeologici che in quel momento di stavano diffondendo. In questo senso l\u2019arte dei Poirier non ha mai smesso di essere a suo modo d\u2019avanguardia. Un altro tema che si va aggiungendo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta \u00e8 quello della gigantesca colonna in rovina. Qui l\u2019idea del sublime \u00e8 inevitabile. Si ha anche la sensazione che con l\u2019avvento degli anni Novanta i Poirier cerchino un modo per semplificare il loro messaggio per ridurlo all\u2019essenziale, quasi a un\u2019icona a un simbolo. La stessa colonna smette di essere marmorea e scanalata per diventare liscia e metallica come nel caso dell\u2019opera esposta al museo Pecci di Prato. Assieme a questi aspetti che possono essere definiti quasi di facciata, troviamo sempre all\u2019inizio degli anni Novanta un recupero e un approfondimento del filo logico del discorso teorico, portato avanti da loro fin dalle origini. Emblematico a questo riguardo \u00e8 un\u2019opera intitolata Mnemosyne in cui ritroviamo le varie tappe del loro percorso riorganizzate entro una visione unitaria che pone tutto questo bagaglio di frammenti, rovine, tracce e citt\u00e0 all\u2019interno della mente. Lo spazio ellissoidale della scatola cranica diviene ora essa stessa citt\u00e0, ora anfiteatro, o organigramma della catalogazione. Ritornano cos\u00ec le teche, le tracce e i ruderi, tutti sotto il segno della memoria. Una memoria che \u00e8 rivolta al passato ma che non abita il passato in quanto \u00e8 essa stessa il principio della sua catalogazione e comprensione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\">Il classico nei Poirier \u00e8 forse l\u2019esempio pi\u00f9 interessante di dialogo con l\u2019antichit\u00e0 di questa fine secolo all\u2019interno delle arti visuali, in quanto esso non vi \u00e8 ridotto a ready-made, non \u00e8 semplice frammento esteticamente gradevole, non citazione reazionaria ma sforzo di reinventarsi un dialogo con il passato in modo vivo, senza cadere nelle trappole di facili neo-neo-classicismi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anne e Patrick Poirer Anne e Patrick Poirer sono una coppia di artisti francesi che debutta sulla scena artistica alla fine degli anni \u201960. Il loro interesse per l\u2019antichit\u00e0 si manifesta quasi immediatamente. 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