{"id":232,"date":"2011-01-18T17:25:27","date_gmt":"2011-01-18T17:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maddalenamonti.com\/wp\/?page_id=232"},"modified":"2011-01-18T17:25:27","modified_gmt":"2011-01-18T17:25:27","slug":"il-rapporto-con-le-arti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maddalenamonti.com\/wp\/il-classico-nelle-avanguardie-storiche\/il-rapporto-con-le-arti\/","title":{"rendered":"Il rapporto con le arti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\">Il rapporto con le arti<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\">Negli anni Venti si assiste a una svolta in senso accademico e convenzionale in vari settori dell\u2019arte. In particolar modo qui ci interessa la pittura. Questo perch\u00e9 Stravinskij ha frequentato molto intensamente gli ambienti parigini dell\u2019arte figurativa e perch\u00e9 si \u00e8 spesso portato, a proposito della questione del neoclassicismo, un parallelo con l\u2019itinerario artistico di Picasso, di cui Stravinskij era notoriamente amico. Per prima cosa occorrerebbe chiedersi quanto sia lecito questo parallelismo tra due generi che hanno avuto una storia in merito al classicismo cos\u00ec diversa. Infatti nel momento in cui spira il vento del ritorno all\u2019ordine, il classicismo pittorico che si riaffaccia \u00e8 quello della cultura accademica radicata nell\u2019impianto prospettico rinascimentale, dato che la prospettiva gioca nel classicismo pittorico un ruolo analogo a quello del sistema tonale. La situazione per\u00f2 non \u00e8 omogenea, infatti non tutti recuperano la prospettiva, in alcuni casi si assiste a una semplice ripresa della pittura figurativa in luogo di quella astratta, concreta o cubista. In altri casi ancora questo ritorno alla figurazione comporta anche la ripresa di temi classici intesi nel senso di \u201cantichi\u201d o \u201cmitologici\u201d. In particolar modo in  Picasso la ripresa dell\u2019antico \u00e8 attuata al di fuori del linguaggio prospettico, anche se unita a un tipo di rappresentazione pittorica figurativa e leggibile. C\u2019\u00e8 chi ha proposto in ultima analisi allora un confronto tra il neoclassicismo di Stravinskij e la pittura metafisica di De Chirico  (anche lui collabor\u00f2 tra l\u2019altro ai Ballets Russes), in quanto i riferimenti alla cultura classica (antica) vengono non solo posti al di fuori della prospettiva tradizionalmente intesa, ma in un contesto che tanto accademicamente levigato quanto al contempo spiazzante e inquietante. Mancherebbe perci\u00f2 in entrambi un messaggio rassicurante legato al recupero del classico. Tutto ci\u00f2 ci fa capire come anche il fenomeno del ritorno alla figurazione che caratterizza gli anni Venti abbia un carattere tutt\u2019altro che unitario ed organico. Non ci troviamo in effetti alle prese con un nuovo stile, ma con una situazione semplicemente determinata dal fatto che viene a scemare la pressione dello sperimentalismo delle avanguardie. Ci\u00f2 ha vari esiti: 1) si aprono le porte o, potremmo dire, si concede la parola a chi aveva continuato a realizzare una produzione figurativa, magari tiepidamente modernizzata, ed era stato eclissato dal bagliore delle provocazioni avanguardistiche; 2) artisti che si erano piegati in modo non convinto agli stilemi dell\u2019avanguardia hanno la possibilit\u00e0 di proporre un\u2019arte pi\u00f9 rassicurante e adatta ai loro pregiudizi estetici; 3) alcuni di artisti di avanguardia approfittano di questo momento per fare i conti con la storia dell\u2019arte o esporre la loro abilit\u00e0 o infine per rileggere il passato attraverso i nuovi strumenti linguistici di cui si sono appropriati; 4) infine ci sono coloro che, come i surrealisti, usano la figurazione per inventarsi un\u2019ulteriore avanguardia. Prendiamo ad esempio il caso di un pittore come Gino Severini, che potrebbe essere classificato nella terza tipologia di quelle appena esposte. Severini \u00e8 un pittore che sviluppa una grande abilit\u00e0 e che si butta convintamene nell\u2019avventura cubo-futurista, poi per\u00f2 torna alla figurazione facendo sfoggio della propria abilit\u00e0 e ripercorrendo consapevolmente alcuni aspetti della pittura accademica che, finalmente, ha modo di approfondire con maturit\u00e0 e non pi\u00f9 per apprendistato. \u00c8 lui, tra l\u2019altro l\u2019autore di alcuni, nitidissimi pulcinella, che nella loro limpidezza assumono quasi un aspetto metafisico e spiazzante, cos\u00ec come avviene in altri dipinti dove inserisce elementi classici-antichi. Con ci\u00f2 non si vuole sostituire il paragone con Severini a quello con Picasso o De Chirico. Infatti nessuno di questi paragoni potr\u00e0 mai calzare per Stravinskij perch\u00e9 si tratta pur sempre di autori cresciuti nel cuore della cultura europea che non hanno un vissuto folklorico cos\u00ec diverso, tale da porli quasi in una condizione di alterit\u00e0 nei confronti della cultura europea. L\u2019unico caso sarebbe potuto essere quello di Kandinskij, ma sfortunatamente per il nostro paragone, dopo un primo periodo figurativo (tra l\u2019altro fortemente folklorico), che \u00e8 assimilabile alle prime esperienze musicali di Stravinskij, prende con decisione la strada dell\u2019astrattismo e della pittura concreta senza passi indietro e tra l\u2019altro stringe amicizia proprio con Sch\u00f6nberg (anche se poi arriveranno a una rottura) ovvero con colui che ha costituito per molti il controaltare dell\u2019esperienza stravinskiana. Tuttavia il confronto con le arti figurative, al di l\u00e0 della ricerca di rigidi parallelismi, pu\u00f2 essere significativo per comprendere un ambito di scelte poetiche e tendenze estetetiche a cui Stravinskij non \u00e8 immune. Le arti figurative di questo periodo infatti costituiscono nel loro complesso una serie di percorsi che, presi in un modo pi\u00f9 elastico, possono contribuire a illuminare le scelte straviskiane. In questo senso allora ci sono di aiuto tanto Picasso quanto De Chirico, Carr\u00e0 e Severini. Anche senza trovare un pittore che abbia seguito una vicenda comparabile in tutto e per tutto con quella straviskiana troviamo nel mondo delle arti figurative il momento folklorico-barbarico che si incarna nella sperimentazione avanguardistica (sia essa la storia delle maschere africane che in Picasso danno il via al cubismo o quella delle fiabe russe che danno il via al Blaue Reiter in Kandinskij); troviamo poi il momento della ripresa della tradizione e dell\u2019antichit\u00e0 dopo lo sperimentalismo (lo stesso Picasso lo fa in una maniera un po\u2019 troppo brut, Severini in modo quasi virtuosistico, Carr\u00e0 in forma stilizzata e modernista). A questo proposito \u00e8 interessante constatare che il motivo del Pulcinella di Stravinskij \u00e8 qualcosa che \u00e8 sicuramente riconducibile, oltre che alla riscoperta di Pergolesi, alle tematiche della pittura tra tardo-cubismo e ritorno alla figurazione, in cui il tema delle maschere della commedia dell\u2019arte ricorre in pi\u00f9 occasioni. Infine troviamo nella pittura ancora il ritorno dalla figurazione all\u2019astrazione sperimentalista, anche in aree dove prima non aveva attecchito come la Francia (si pensi a Cercle et Carr\u00e9 gi\u00e0 negli anni Trenta) o gli Stati Uniti (si pensi all\u2019espressionismo astratto e alle influenze sull\u2019astrazione post pittorica provenienti dalla scuola del Bauhaus).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto con le arti Negli anni Venti si assiste a una svolta in senso accademico e convenzionale in vari settori dell\u2019arte. In particolar modo qui ci interessa la pittura. 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